Anche alle Olimpiadi di Parigi 2024 gareggia la squadra dei rifugiati, selezionati direttamente dal CIO per dare sostanza alla parola solidarietà e ai principi decoubertiniani che stanno alla base dello spirito olimpico.
Già a Tokyo 2020 era presente un contingente che gareggiava sotto le insegne del CIO anche nel tiro a segno; Niccolò Campriani – all’epoca Sports Intelligence Manager del Comitato – preparò tre atleti di differente provenienza: l’afgano Mahdi, l’araba Khaoula e l’eritrea Luna Salomon. La loro presenza permise di parlare anche ai Giochi di flussi migratori, una delle grandi crisi del XXI secolo, e di sensibilizzare gli spettatori sul tema.
Luna Solomon ha partecipato in rappresentanza della squadra dei rifugiati anche a Parigi 2024. Negli ultimi tre anni ha proseguito autonomamente la sua preparazione in Svizzera e domenica ha onorato il suo impegno portando al termine la gara di carabina ad aria compressa. Nel farlo ha voluto essere accompagnata nuovamente da Niccolò Campriani, nel frattempo divenuto Sport Director per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Los Angeles 2028.
La partecipazione di Luna ai Giochi è frutto della solidarietà che ha saputo coinvolgere tutta la comunità dello sport del tiro a segno, fornendole tutta l’attrezzatura necessaria per allenarsi e disputare la gara. Pardini Armi aveva aderito con entusiasmo a questa iniziativa di forte valore sociale già in vista di Tokyo, fornendo le carabine e l’assistenza tecnica ai tiratori impegnati nel progetto, e anche questa volta ha sostenuto Luna.
Gianpiero Pardini, fondatore dell’azienda, ha sottolineato che «È sembrato naturale investire in un progetto meritorio, sostenuto dal CIO, che riconosce la valenza positiva dello sport e del tiro a segno in particolare. Il tiro è uno sport educativo, e questo è il momento di utilizzarlo per aiutare chi è stato meno fortunato".






