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LA PRIMA CARABINA ITALIANA DA COMPETIZIONE -
LA TECNOLOGIA PARDINI
L’ESPERIENZA DI NICCOLĂ' CAMPRIANI
L’ELEGANZA DEL MADE IN ITALY
Made in Italy da sempre sinonimo di eleganza, qualitĂ  e originalitĂ .
Siamo il paese dei piccoli imprenditori, degli artigiani, dei tecnici-artisti, coloro che pur consapevoli di quanto sia importante fare bene le cose non vogliono rinunciare a quel pizzico di creatività e genio che tutto il mondo ci invidia. Perché se è vero che un artista senza tecnica non può realizzare la sua visione, allo stesso modo un tecnico senza arte sarà competente ma non eccelso. Ed è proprio dal mio incontro con uno di questi “artigiani” del XXI secolo, Gianpiero Pardini, che nasce la prima carabina professionale ad aria compressa italiana.
Tutto ebbe origine nell’estate 2010. All’epoca non ero ancora né campione del mondo né campione olimpico, ma semplicemente un appassionato studente d’ingegneria e un promettente tiratore di carabina (ultimi colpi a parte). Talentuoso sì, ma allo stesso tempo conscio dei propri punti deboli, tra i quali spiccava l’approccio al bersaglio. Era in quella fase che commettevo gli errori più frequenti, i quali poi si manifestavano puntualmente al momento dello scatto.
Nel tentativo di trovare una soluzione avevo escogitato un qualcosa di drastico: rimanere costantemente in posizione, mantenendo la tonicità muscolare e eliminando di fatto quella delicata fase di assestamento iniziale. Mi allenavo per sbracciare il meno possibile, aumentando la resistenza e migliorando con sorprendente rapidità nelle sensazioni e nei risultati della 3 posizioni. Terra, piedi, ginocchio, non faceva alcuna differenza: appena tirato un colpo, ricaricavo in posizione, ed ero già pronto a sganciarne un altro. Per la prima volta avevo assaggiato quello che gli americani chiamano il “flow”, un flusso in cui tutto viene relativamente facile e immediato.
La tecnica tuttavia presupponeva che il caricamento fosse vicino a sufficienza da poter essere facilmente raggiungibile anche in posizione di tiro. Tale posizione arretrata dell’otturatore era tipica delle carabine calibro 22, ma, ahimè, le esistenti armi ad aria compressa erano tutte caratterizzate da una notevole distanza tra grilletto e camera del pallino. Ergo: per ricaricare nell’aria compressa ero costretto a utilizzare il treppiede sbracciando tra un colpo e l’altro.
Sia chiaro: non è che così fosse impossibile fare i punti, però non era altrettanto “facile”, soprattutto nelle situazioni di maggior tensione nervosa.
Ebbene, al ritorno dall’ennesimo allenamento “così così” di aria compressa, mi capitò di confessare le mie riflessioni a Gianpiero Pardini, il quale a sua volta era stato tiratore di livello internazionale. Io mi sarei accontentato di una pacca sulla spalla, un semplice incitamento a non mollare, e invece di tutta risposta mi ritrovai davanti Gianpiero con un sorrisetto sotto i baffi e uno sguardo pensieroso rivolto verso l’alto.
“Si può fare…”
Sono passati tre anni da quel giorno, e dopo centinaia di ore di sviluppo e lavorazione eccoci qua a presentare la nuova carabina Pardini:

- una canna prodotta e selezionata in casa Pardini
- un meccanismo di assorbimento del rinculo brevettato e unico nel suo genere
- molteplici possibilitĂ  di regolazione del calcio ideate e sviluppate dai tiratori per i tiratori
- (e finalmente) un sistema di caricamento notevolmente avvicinato al tiratore, una piccola modifica che però apre a nuove metodologie di allenamento e innovative tecniche di tiro

Questa carabina è la risposta a un nuovo modo di concepire il tiro, un modo ulteriormente condiviso dalla federazione internazionale che riducendo i tempi di preparazione e gara ha di fatto spinto verso un tiro più veloce, fatto di assestamenti rapidi e ritmo elevato.
E’ cambiato un sistema, non un dettaglio, e offrendo il caricamento in posizione vogliamo convincere i tiratori a vedere questo cambiamento non come un pericolo, ma come un’opportunità.

Una carabina tutta italiana, con la garanzia del marchio Pardini, ideata dai tiratori di oggi per i campioni di domani.

Un caro saluto e in bocca al lupo!
Nicco


 
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