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40 ANNI DI SUCCESSI...
 
Toscano di Camaiore, Giampiero Pardini è stato un tiratore di spicco nel tiro a segno italiano; nel corso della sua carriera sportiva si è cimentato in tutte le specialità di tiro con l’arma corta. Spinto dalla passione per il tiro e la meccanica, Pardini si è successivamente trasformato in produttore di armi sportive riuscendo a presentare, in pochi anni, una gamma completa di pistole per il tiro accademico che si è via via ampliata ottenendo numerosissimi successi internazionali. La specializzazione della produzione, concentrata inizialmente sulle sole armi corte e solo in anni recenti estesa a quelle lunghe, le ridotte dimensioni dell’azienda, che conferisce la massima flessibilità produttiva, e un servizio post-vendita molto efficiente consentono a Pardini Armi di essere vicina ai tiratori e di fornire loro prodotti innovativi e competitivi.

La nostra storia comincia nel 1970, quando Giampiero Pardini si avvicina al tiro a segno conquistando un posto nella nazionale italiana già un anno dopo. Contestualmente Pardini inizia a sviluppare il progetto di una pistola libera che commercializzerà nel 1976 con il nome di PGP 75. L'arma ottiene un immediato successo e porterà all'inizio della collaborazione con Fiocchi Munizioni che, dal 1981, provvede alla distribuzione delle pistole Pardini a livello mondiale; nello stesso anno nasce la prima pistola ad aria compressa Pardini, il modello P10 con caricamento a leva, mentre nel 1983 la linea di pistole per il tiro accademico sarà completato dai modelli GPO (pistola automatica), SPE (pistola standard e sportiva) e MP (pistola grosso calibro). Nel 1993 verranno poi presentate le pistole di grosso calibro della serie PC.

La linea dell'aria compressa si svilupperà negli anni con la presentazione di nuove proposte: il modello ad aria atmosferica K58 (1984), i successivi modelli ad anidride carbonica K60 (1988), K90 Junior (1990) e K2 (1996, nello stesso anno Roberto Di Donna vincerà con questa arma il titolo olimpico ad Atlanta), K2S ad aria atmosferica (1999), K10 (2008), K12 (2012).

La gamma di pistole per il tiro a fuoco si rinnoverà invece una prima volta nel 1991 con i modelli GP (pistola automatica), SP (pistola standard e sportiva) e HP (pistola grosso calibro). Alla GP si affiancheranno successivamente gli allestimenti GPS elaborato sulle richieste di Schumann (1994, con questo modello Schumann vincerà le Olimpiadi di Atlanta 1996) e GPE con scatto elettronico (2002). Tutta la gamma sarà infine rinnovata nel 2016 con la linea All in One, che ora si avvale di un sistema di conversioni per poter gareggiare in tutte le specialità a fuoco a 25 metri. Per quanto riguarda la libera, nel 1991 la PGP75 viene sostituita dalla K50, successivamente dalla K22 (1998) e, infine, con la FPM attualmente in produzione. Infine, il grosso calibro: la serie PC sarà integrata nel 1994 dalla versione S con canna compensata e, nel 1999, dalla nuova gamma GT che inizialmente le si affianca per poi sostituirla.

Il 2013 sarà invece l'anno della prima carabina ad aria compressa Pardini, il modello GPR1 sviluppato con Niccolò Campriani, successivamente declinato negli allestimenti Top, Evo e Pro. In occasione di IWA 2017, Pardini Armi presenta la pistola ad aria compressa K12 Absorber New, evoluzione del suo modello di punta, e le versioni GPR1 Light e GPR16 ad alta potenza della sua carabina.

Numerosi i successi internazionali della scuderia Pardini. Roberto Di Donna e Ralf Schumann, tra i primi testimonial di Pardini Armi, vinceranno le prime due medaglie d'oro olimpiche ad Atlanta 1996. Alle successive Olimpiadi di Sydney Pardini conquista un oro con Franck Dumoulin (pistola ad aria compressa), un argento e un bronzo nella specialità di pistola automatica. Con due ori (Ralf Schumann in pistola automatica e Maria Grozdeva in pistola sportiva), un argento (pistola sportiva) e un bronzo (pistola ad aria compressa donne), anche alle Olimpiadi di Atene del 2004 Pardini Armi dimostra di essere azienda leader nella produzione di armi sportive; nel 2008, a Pechino, l’azienda toscana conquista ancora un argento e un bronzo nella specialità delle 5 sagome, mentre ai Giochi di Londra (2012) il dominio di Pardini nelle specialità accademiche si concretizza con due ori (Leuris Pupo in pistola automatica e Jangmi Kim in pistola sportiva), due argenti (pistola automatica e ad aria compressa uomini) e due bronzi (pistola automatica e pistola sportiva). Alle Olimpiadi 2016 di Rio de Janeiro, Pardini conquista 7 medaglie: l’oro nella specialità di carabina a 10 metri maschile con Niccolò Campriani e tutti i tre gradini dei podi delle specialità di pistola automatica e pistola sportiva.

Nei suoi 40 anni di storia, Pardini Armi si è trasformata da una piccola officina dotata di un tornio e una fresa a una complessa realtà industriale dotata di 14 macchine a controllo numerico e 15 dipendenti. Una grossa componente del lavoro è comunque ancora rappresentata dal valore aggiunto della sua manodopera specializzata.
 
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